Platinette: biografia minima (ferma a una decina di anni fa) e intervista

Platinette: un’intervista e una mini biografia. È un pericoloso incrocio tra la Sora Lella e Courtney Love. Che alla radio difende le casalinghe grasse e sbanca l’ audience. Ecco una sua breve biografia e un’intervista compilata agli esordi, quando ancora non era quello che è adesso ma si limitava al ruolo, peraltro inedito in Italia, di radiovendicatrice.

DAL SALUMIFICIO A PICCADILLY CIRCUS

1 Origini di Platinette nasce negli anni 60 tra
Langhirano e Felino da una famiglia di salumieri.
2 Viaggi studio. Maggiorenne, venduta l’ ultima partita di culatello, va a Londra a
lezione di libertà sessuale. Poi approda a Bologna, in piena
contestazione, dove studia al Dams. Arti e mestieri. Lavora a Radio
Alice, canta in gruppi come Giuliano e i notturni, Gli Scorfani e fa
cabaret per metalmeccanici. In epoche più recenti è arruolata da Rai
e Mediaset come autrice.
3 Grandi amori. Il Pepo, venditore di damigiane; Orzabal, camionista turco, attuale fidanzato.

INTERVISTA A PLATINETTE

Platinette è un pericoloso incrocio tra la Sora Lella e Courtney Love: così ama
definirsi Platinette, drag queen dell’ etere appena approdata con
gran successo ai microfoni di Radio Deejay. Addobbata con etti di
fard, eye-liner pesante, parruccone e chignon biondo, la conduttrice
monopolizza con guizzi verbali e invettive la fascia dalle 6 alle 10
del mattino. Nel programma Caffè, tè, me, Platinette dispensa
consigli e sputa gossip a un vasto pubblico. Che l’ ha già adottata e
che la inonda di lettere d’ ammirazione. Panorama l’ ha incontrata
negli studi di Radio Deejay.

NON SONO KATE MOSS

Perché ha tanti ascoltatori? Perché sono
la vendicatrice della periferia inquieta, la paladina delle
casalinghe grasse alle quali non mi stufo di ripetere che possono
ballare e cantare anche se non sono come Kate Moss. Perché mi batto
contro la pesantezza del buonismo ovvio usando l’ arma della
leggerezza. E poi perché insegno a non portare rispetto agli stilisti
e amo mettere in ridicolo il potere. La mia è una vera e propria
missione politica. Politica? Faccio quello che farebbe ogni cittadino
violato. Sono solo più scema e più disinibita nel linguaggio e così
chiamo in causa, anche direttamente, i responsabili di piccole e
grandi ingiustizie. Con sarcasmo, leggerezza e determinazione.

NEL MIRINO DI PLATINETTE

Quali sono i suoi bersagli prediletti? Le politiche. Specie le appiattite
esponenti della sinistra. Dovrebbero sfidare la convenzione e invece
sono ultraconformiste. Per questo prendo di mira Livia Turco
pregandola di prendersi cura di quel mento da gabbiano, o attacco
Alessandra Mussolini che per protestare contro la sentenza sui jeans
se ne infila un paio larghissimi. Ma dico, cara, va’  orgogliosa di
quella pancetta, che c’ è di male… Gli ascoltatori più fedeli? Le
donne, mi adorano. Si confidano come non farebbero con altre donne.
Le sue fonti? Le amiche attricette, molte prostitute, parecchi trans.
Ho perfino commissionato un’ indagine sociologica a un’amica di 24
anni, operata. Intervista tutti i suoi clienti con domande standard.
Sta uscendo uno spaccato formidabile dell’ italiano medio. Poi mi
alzo all’ alba, leggo tutti i quotidiani. Imbattibile la cronaca
locale. Dove trovo donne da idolatrare come quella che per protesta
si è spogliata in tribunale a Varese.

LOVE VANNA MARCHI

I suoi modelli? Donne fantastiche come l’ ululante Vanna Marchi, donne nazionalpopolari
come Enza Sampò, Mara Venier quando sbraca, il lato maschile della De
Filippi, la Spaak prima della psicoanalisi. La cura rende tutto meno
interessante. Con Barbara Alberti ho un rapporto particolare e al
momento sta esaminando un mio romanzo sulla doppia vita. Quando non è
in onda come vive? Ho scelto la doppiezza, vivere da uomo e da donna
contemporaneamente. E non ho problemi di identità, so sempre che
tacco mettere. Per lavoro faccio la giustiziera, da uomo sono un
normale Mauro che va dal commercialista, non va a teatro e di rado al
cinema. Ho una perversione: leggo biografie di attrici e libri
scritti da personaggi tv. Per capire se c’ è un rapporto tra cervello
e penna. C’è in Gene Gnocchi, non c’è nella Parietti. Da lei mi
aspettavo rivelazioni più porcellone.

PROVINCIA PORCELLA

Che importanza ha l’essere di
provincia nella sua storia? La provincia porca e languida di Parma è
stata fondamentale per la formazione del mio gusto estetico. Ci torno
tutti i weekend. I suoi obiettivi? Una rubrica di 5 minuti prima del
tg: io sdraiata sul divano con un grappolo d’ uva in mano che incito
la gente a fare veramente ciò che desidera. Poi vorrei organizzare un
Sanremo con Patrizia Reggiani Gucci, Jamira Maiello e la dottoressa
Tirone. Per ora mi accontento di lanciare un disco. Si chiamerà
Cellulite: con il gruppo dei Glazos e gli Ufo Piemontesi ripropongo
canzonette anni 60. C’ è anche un pezzo di Mina scritto da Dario Fo.
Anche i Nobel possono scrivere cretinate.
Davide Burchiellaro per  Panorama del 25 febbraio 1999 ©A.Mondadori editore